Francesco Staglianò - "Sguardi in Controluce"
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Francesco Staglianò, Sguardi in Controluce, Editrice Nuovi Autori, pp. 120 - €. 15,00
L’Autore, in una prosa arricchita e scandita da autentiche poesie (Pianura, Ricordi, Cécile, Canzone…) che accentano il gioco degli affetti e conferiscono ulteriore rilievo alla fluida continuità dell’appassionata narrazione, ripercorre momenti decisivi della propria crescita umana. La memoria si riappropria, oniricamente trasfigurandola, della vita trascorsa per finalmente purificarla dalla sofferenza che, come un fardello, troppo a lungo ha sostenuto.
La malta che amalgama i ricordi è il sentimento dell’amore che si configura, nel bene e nel male, come l’unico salvacondotto rispetto ad un tempo e ad un mondo percepiti come sempre più violenti ed estranei. Ciascuno può ritrovare un po’ di sè stesso nel percorso interiore dell’autore e, dalle sue forti emozioni, suggestivamente ed inevitabilmente, riflettere sul proprio vissuto. Per quanto personalissime, le memorie si soffermano infatti su alcuni significativi archetipi tutt’ora presenti nell’immaginario e nella sensibilità collettivi.
Negli otto racconti sono presenti: la madre dall’ambivalente profilo, l’amico di tutte le stagioni della vita, la bellezza fragile ed effimera, la morte che, a nostra insaputa, ci tiene sempre per mano, il primo grande e indimenticabile amore dell’adolescenza che fa da specchio, in qualche modo deformandolo, all’ultimo, forse, amore della piena maturità.
Ma se l’amore è il filo conduttore della narrazione, ad esso sotteso c’è un altro tema, probabilmente anche più importante e decisivo, ovvero quello dell’autenticità stessa della vita. Ricorre infatti, a tratti esplicitamente, a volte più implicitamente, il sospetto di una regia occulta della propria vicenda umana e l’idea della vita come interpretazione. Non è però ben chiaro, e non potrebbe essere altrimenti, chi alla fine vincerà la partita, se l’attore, a tratti ribelle, o il suo imperscrutabile regista.
Questa prima breve, pregevole opera dell’autore si fa leggere in un fiato, per l’intensità emotiva di cui è pervasa e per la scrittura colloquiale e poetica.
Francesco Staglianò - "Sguardi in Controluce"

