Peter Levenda - "Satana e la Svastica"
Mondadori, 2005 - Titolo Originale "Unholy Alliance" (Alleanza Blasfema)
Capita raramente che un saggio abbia la verve, il ritmo e la suspance di un romanzo giallo.
Ma che cos'è "Unholy Alliance" (incomprensibilmente tradotto come "Satana e la Svastica" nell'edizione italiana)? E' l'analisi meticolosa del retroterra culturale, linguistico ed esoterico del Nazismo; è la ricerca delle origini e della storia occulta di quello che, secondo la tesi del libro, più che ideologia o regime politico fu un vero e proprio culto. Un culto che, in quanto tale, non si è estinto con la fine politica del Nazismo e la morte di Adolf Hitler.
Levenda dimostra come il Nazismo-Culto sia sopravvissuto nei gruppi che per decenni hanno fatto riferimento ai nazisti fuggiti in Sudamerica ed in Asia (a volte con aiuti insospettabili), e si sia quindi propagato sino ad oggi nei gruppi neonazisti - dei quali Levenda dimostra la continuità con i "sopravvissuti" del Nazismo.
Ancora, Levenda scrive di come il Nazismo si sia a volte trasformato in culti espliciti (dopo opportuno mascheramento ideologico) ad esempio attraverso l'opera e la propaganda di scrittori come Ron Hubbard, fondatore di Scientology e per anni - secondo l'Autore - in contatto epistolare con criminali nazisti di primissimo piano.
Il libro è affascinante, scorrevole e densissimo di informazioni e documenti preziosi allo stesso tempo. Ciò che c'è scritto non ha certo fatto piacere a molti (vedi le note inequivocabili sul nazismo di Hubbard o sull'aiuto prestato da apparati della Chiesa di Roma ai criminali nazisti in fuga); motivo in più per leggere cercando di capire e distinguere.
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